Currà

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Acquistata nel 2001, questa vigna rappresenta la nostra “terra promessa”. Quattro ettari di vigneto che ci regalano un Barbaresco di rango superiore. Raffinatezza assoluta e personalità: sono queste le caratteristiche che, dal 2012, ci hanno mosso a credere nei suoi frutti.

Currà prende il nome dal curato della parrocchia di Neive (il curà, in piemontese): si pensa che in passato i terreni fossero di proprietà della Chiesa, da sempre attenta nella scelta delle sue rendite. La posizione, il terreno e il microclima donano al vino qui prodotto un’eleganza assoluta, tannini piacevoli e armoniosi: pensiamo davvero che il Currà sia la “versione femminile” del nostro Rabajà, la sua degna «Regina».

  • Superficie: 4.5 ettari ca
  • Quota: 220-300 metri slm
  • Esposizione: in prevalenza sud-ovest